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martedì 17 giugno 2008

Erbusco tutela campagna e vigneti

Articolo del Giornale di Brescia del 14 giugno 2008. La Giunta regionale ha accolto la proposta di estendere il vincolo paesaggistico sino ai margini dell’autostrada e alla località Spina. Concluso così l’iter iniziato nel 2002 con una prima richiesta del Wwf.



È stata definitivamente approvata in Regione la proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico delle aree territoriali collocate ai margini del tracciato autostradale e in località Spina di Erbusco. Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta regionale si è espressa favorevolmente in merito all’estensione del vincolo paesaggistico (già presente su alcune porzioni del territorio comunale) sulle aree, urbanizzate o libere da edificazioni, che conservano «connotazioni paesaggistiche di rilevante interesse per il permanere delle caratteristiche proprie del paesaggio naturale e di quello agricolo tradizionale imperniato sulla coltivazione della vite».

Un provvedimento che, di fatto, si traduce nell’individuazione di alcuni criteri specifici volti a garantire le dovute cautele nella gestione delle trasformazioni paesistiche, architettoniche e urbanistiche dei territori in oggetto, provvedendo a salvaguardare la conservazione degli scorci panoramici ancora liberi (in particolare sui versanti collinari), la vegetazione esistente e le aree verdi, le murature e gli edifici rurali storici.

«L’ampliamento del vincolo garantisce un’attenzione maggiore, dal punto di vista paesistico, sociale ed economico, al territorio e alle sue trasformazioni - sottolinea il sindaco di Erbusco, Isabella Nodari -. Il vincolo, in virtù della delicatezza della Franciacorta, riconosciuta anche dall’assessore regionale al Territorio Davide Boni, va inteso come uno strumento migliorativo». Con il sì della Regione si chiude un iter iniziato nel gennaio 2002 con una prima richiesta di ampliamento del cono ottico già sottoposto a tutela ambientale avanzata dal Wwf e successivamente integrata, nel luglio 2004, da un’istanza presentata dal circolo Legambiente Ilaria Alpi.

Un iter lungo e complesso, anche a causa delle numerose osservazioni che i soggetti interessati hanno fatto pervenire in Regione in merito all’estensione del provvedimento di tutela, la cui valutazione ha richiesto tempi assai più lunghi del previsto (la pronuncia della Regione è attesa dal novembre scorso). Accolte parzialmente solo le osservazioni presentate dal Comitato per la tutela ambientale di Villa Pedergnano e dalla sezione lombarda del Wwf in relazione ai criteri di gestione paesaggistica delle trasformazioni.

Rigettata, invece, ogni ipotesi di revisione del perimetro dell’area sottoposta a vincolo, che comprende: la fascia territoriale collocata tra il lato sud dell’autostrada ed il limite dell’ambito di tutela del Monte Orfano; il territorio comunale principalmente agricolo in località Spina; tutto il territorio comunale a nord dell’autostrada, con esclusione delle aree situate a ridosso del confine con Cazzago San Martino e Rovato. Escluse, quindi, diversamente da quanto auspicato dalle associazioni ambientaliste, le zone industriali, in quanto «costituiscono una realtà a sé, che richiede studi di ridisegno urbanistico più che di tutela paesaggistica». Inclusa, invece, nell’ambito di tutela l’area dell’ex cava Noce a Zocco. Un provvedimento che, riconoscendo il valore simbolico dell’area, collocata nei pressi del complesso storico e architettonico di Villa Maggi, potrebbe scongiurare definitivamente l’ipotesi di discarica.
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venerdì 13 giugno 2008

La campagna frena la cementificazione

Articolo del Giornale di Brescia del,11 giugno 2008. Castegnato: presentato alla cittadinanza il nuovo Piano di governo del territorio che approderà in Consiglio comunale a luglio. Tutela degli spazi agricoli e rivoluzione della viabilità per «zona 30 km/h» in centro.



Una crescita moderata e razionale del paese per uno sviluppo che porti benefici ambientali e sociali alla collettività. È la sintesi del nuovo Piano di Governo del Territorio di Castegnato, presentato l’altra sera. Il documento, che «fotografa» e pianifica lo stato attuale ed il futuro del territorio comunale, stabilisce le linee guida per lo sviluppo del paese: tutela degli spazi agricoli e netta separazione da città ed altri centri abitati, sviluppo limitato ad ovest all’interno di una nuova strada di scorrimento che permetterà di aggirare il centro storico aumentandone la vivibilità, nuovo polo di interesse pubblico ad ovest dell’attuale via Franceschine con la possibilità di costruire una nuova scuola elementare, stazione della metropolitana leggera con ampio parcheggio di interscambio.

Il Pgt, che sostituirà il Prg oggi in vigore e risalente al 1989, sarà esaminato dal Consiglio comunale a luglio e potrebbe essere approvato dalla Provincia già entro la fine dell’anno. Nel frattempo, fino al 10 luglio, sarà aperta per la quarta volta la possibilità di far pervenire osservazioni e proposte dopo aver visionato progetti e documenti disponibili in municipio o sul sito internet del Comune di Castegnato.

Il Piano di Governo del Territorio è stato costruito partendo da alcune priorità, prima fra tutte la tutela del paese in quanto unità definita e separata da periferie ed altri comuni. Le aree a nord e ad ovest del paese rimarranno quindi agricole e vincolate, in modo da garantire gli attuali spazi di campagna ed i «coni ottici» di pregio paesaggistico. Principale novità, a nord, la costruzione della nuova stazione della metropolitana leggera che garantirà, una volta a regime, un treno verso il capoluogo ogni 15 minuti: previsto anche un parcheggio di interscambio da 200 posti a nord dell’attuale stazione che non dovrebbe avere ripercussioni sulla viabilità del paese semplificata dal sottopassaggio in via di ultimazione.

Grosse novità in arrivo invece sul versante ovest del paese: è infatti già prevista e finanziata una nuova strada di scorrimento che aggirerà ad ovest il paese collegandosi alle attuali via Serao e via Molino per raggiungere in futuro la località Baitella. Una volta a regime, le strade centrali entreranno a far parte di una grande «zona a 30 chilometri all’ora» a vantaggio di pedoni e di ciclisti ed a favore di una rinnovata vivibilità del centro. Nel lotto che si verrà a creare tra l’attuale limite ovest del paese e la nuova strada di scorrimento che segnerà il nuovo confine dell’abitato, verrà costruito poi un nuovo polo di interesse pubblico destinato ai servizi e forse alla nuova scuola elementare.

A sud, messa in sicurezza la Padana superiore con una nuova rotatoria in direzione Mandolossa, bisognerà attendere le bonifiche del sito Caffaro «Pianera» attualmente congelato.Il Pgt tiene conto anche dello sviluppo della popolazione programmato, che sarà contenuto entro un massimo potenziale di 9.000 unità nel 2018, circa 1.500 in più delle attuali. Un aumento controllato che sarà accompagnato da un adeguamento dei servizi, dall’acquedotto alla rete fognaria ed in particolare delle scuole.
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giovedì 12 giugno 2008

Il PGT di Provaglio

Articolo di BresciaOggi dell'11 giugno 2008. Lo strumento urbanistico in fase di definizione. On line il dibattito sul Piano di Governo.



L’amministrazione comunale di Provaglio ha attivato sul sito Internet del Comune (www.comune.provagliodiseo.bs.it, area “In Piazza”,) un forum dedicato al Piano di governo del territorio. Un’occasione per i cittadini per trasmettere le proprie proposte, per formulare eventuali quesiti e, in generale, per interagire con gli Amministratori comunali. In verità l’Amministrazione comunale sta da tempo lavorando alla definizione dello strumento urbanistico che sostituirà il vecchio Prg. Avviate le prime fasi all’inizio del 2007, si è proceduto all’elaborazione di un documento contenente gli obiettivi di conservazione, sviluppo e miglioramento del territorio comunale. Il documento è stato presentato ai cittadini nell’ambito di un’assemblea pubblica tenutasi lo scorso 29 febbraio.

Successivamente, ai primi di marzo del 2008, il quadro iniziale è stato completato con la presentazione della Valutazione ambientale strategica, ovvero la stima degli effetti del Pgt sull’ambiente naturale provagliese. «Il passo successivo – spiegano in Comune - è consistito nell’approvazione dei principi fondamentali del nuovo strumento urbanistico-edilizio, avvenuta nell’ambito del Consiglio comunale del 14 marzo scorso.

Durante la serata si è discusso, in particolare, sulla necessità di limitare l’uso ed il consumo del suolo ai fini di uno sviluppo sostenibile di Provaglio, Provezze e Fantecolo. Sono stati trattati i temi del potenziamento del sistema dei servizi e dell’incentivazione nell’utilizzo di risorse rinnovabili. Sono stati inoltre elencati e definiti gli aspetti critici da sciogliere nell’arco dei prossimi cinque anni, in particolare in materia di traffico e circolazione».

«Relativamente alla tutela del paesaggio e dell’ambiente si è sottolineata l’importanza di politiche locali tese a recepire gli strumenti attuativi della Riserva delle Torbiere, all’ultimazione del recupero ambientale delle cave dismesse ed alla tutela dei beni del paesaggio».
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mercoledì 11 giugno 2008

La svendita dei valori

Articolo di BresciaOggi del 19 maggio 2008. In Italia sono in svendita anche i valori.


«Viaggio nel Paese in svendita» è l'amaro sottotitolo del più recente volume di Aldo Cazzullo, intitolato «Outlet Italia» ed edito da Mondadori. Outlet, non luogo inteso anche come simbolo della perdita di valore in tutte le sue declinazioni. Esattamente. Io ho scritto la parola chiave outlet per raccontare l'Italia di oggi, perché l'outlet non è solo un luogo fisico che sostituisce la piazza. [...]

In svendita purtroppo in Italia non ci sono solo i capi difettati, ma anche i valori. Oggi l'educazione è vista come una forma di debolezza, la cortesia è un orpello che non si usa più. Si rivendicano in pubblico le cose che prima si facevano di nascosto in privato, come l'evasione fiscale. C'è una faccia tosta che quasi ci induce a rimpiangere l'ipocrisia.

Venezia è la metropoli che più si è ridotta nel numero degli abitanti e più è mutata nei confronti di chi ci è nato. Venezia ha anticipato i tempi di quel che sta accadendo in altre metropoli. E' una vetrina ed un investimento immobiliare, perché i prezzi delle case sono cresciuti in maniera esponenziale. Ma non è più una città a misura dei suoi abitanti. Anche Milano sta vivendo una situazione simile. Nel centro storico la sera non c'è quasi nessuno. La gente va in centro per lavorare e una volta spenta la luce dell'ufficio va a casa in periferia. O all'outlet. Quel che peggio è che a Milano sono in crisi le relazioni fra le persone. [...]

Quali sono oggi le dimensioni della mercificazione della politica in Italia? Sono notevoli. La politica è diventata la prosecuzione degli affari con altri mezzi. Gli stipendi scandalosi dei parlamentari e dei politici regionali non sono la causa di questo sistema, ma ne sono la conseguenza. Se nella provincia di Siracusa non c'è una clinica che non abbia un politico o la moglie d'un politico nel consiglio di amministrazione, vuol dire che il sistema è malato.

La tangente inquinava un affare, il conflitto d'interessi inquina il mercato. La politica è diventata una merce, un intreccio fra politica e affari. Uno dei segnali più inquietanti del degrado del nostro Paese è quello della mancata applicazione della pena. Ne sono convinto. Stiamo costruendo la società dell'impunità del male. [...]
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martedì 10 giugno 2008

Se il vino si scopre ecologico

Articolo del Giornale di Brescia del 7 maggio 2008.



Il futuro dell’enologia e della vitivinicoltura è strettamente legato a temi ambientali: gestione dei reflui e cambiamenti climatici saranno le condizioni che determineranno l’importanza e la sopravvivenza di un territorio viticolo. Sì perché nei prossimi anni, come hanno asserito i relatori del convegno svoltosi lunedì al Relais Franciacorta di Colombaro «Nuovi obiettivi per il vino di qualità, sostenibilità e rapporti con l’ambiente in un clima mutabile», non basterà solo fare del vino di buona qualità, ma servirà conoscere e valorizzare il paesaggio.

Pochi esempi hanno messo in luce le prospettive future: se infatti produrre una bottiglia di vino comporta emissioni di CO2 (anidride carbonica) pari a 10 chilometri percorsi da un’autovettura, si pensi a quanto gas nocivo viene prodotto in un territorio vocato alla produzione vinicola. Una viticoltura sostenibile tiene conto anche dell’importante risorsa dell’acqua: per produrre un litro di vino infatti, si utilizzano dai 0,3 ai 5 litri d’acqua.

Monitoraggio dei consumi d’acqua, gestione dei reflui con conseguente riduzione di anidride carbonica, modalità di stoccaggio e impianti di depurazione sono esempi portati da Joel Rochard dell’Istituto francese della vigna e del vino. Oltre a questi accorgimenti insegnati dai francesi, le altre relazioni del seminario, organizzato dallo Studio agronomico Sata e dalla Guido Berlucchi, hanno messo a fuoco le variabili climatiche che potrebbero incidere sulla produzione vitivinicola.

Bernard Seguin dell’Unité agroclimatique Inra, ha spiegato che il riscaldamento può influire positivamente ma anche negativamente sulla viticoltura: vendemmie anticipate, lavoro in vigna per meno tempo, aumento potenziale della qualità sono gli aspetti positivi ma non si può sapere se in futuro la resa sarà maggiore e minore; inoltre l’aumento di due gradi alcolici del vino, effetto del riscaldamento, conferirebbe ai vini caratteristiche diverse. Allora, se questo sarà lo scenario, diventerà necessario trovare terroir più indicati, con lo spostamento dei vitigni verso i paesi nordici, Danimarca, Svezia e Inghilterra.

Ma il cambiamento climatico è realtà o esagerazione? Per Luigi Mariani, della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, è un’esagerazione visto che già Columella nel I secolo d.C. nel De re rustica testimoniava la variabilità climatica. Le conclusioni sono state affidate a Pierluigi Donna, agronomo della Sata: «Per cominciare - ha detto - occorre partire da una consapevolezza della produzione, per giungere poi a un confronto tecnico e creare modelli per gestire le diverse situazioni».
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lunedì 9 giugno 2008

La tutela e la valorizzazione dei centri storici

Articolo di BresciaOggi del 3 giugno 2008. Dopo aver censito gli immobili di pregio «Yseo nel cuore» organizza una tavola rotonda. Un piano per salvare le antiche cascine.




Iseo deve puntare a ottenere il rango di «Città slow» anche attraverso la tutela e la valorizzazione delle cascine e dei nuclei storici. Lo sostiene il gruppo che scrive e pubblica il mensile «Yseo nel cuore». Un’associazione che, al vedere rasa al suolo «La casöla», gioiello di archittetura rurale, si è messo in testa di salvare il salvabile.

Ecco dunque Flaminio Pezzotti, Gianluca Serioli, Roberto Perini, Federico Mori ed Enrico Pernigotto passare al setaccio il territorio iseano fotografando e filmando veri e propri ruderi ma anche cascine e nuclei storici ancora ben conservati. Dalla «caccia al tesoro» è nata una mappa che evidenzia con la forza delle immagini di quale potenziale inespresso disponga il capoluogo e le frazioni di Clusane, Pilzone e Cremignane.

Trentotto gli edifici rurali e ventuno i nuclei antichi censiti. «Il nostro interesse è di tipo culturale ma anche economico- rimarca Flaminio Pezzotti-. E' ovvio che il turista preferisce soggiornare in un luogo che conserva la memoria del passato, piuttosto che in un posto anonimo, senza particolari attrattive». Ai redattori del foglio «Yseo nel cuore» si sono poi aggiunti Mauro Morganti, appassionato di storia locale, e gli architetti Aurelio Pezzola, Gianni Franceschetti e Mauro Salvadori.

Insieme daranno vita, il 13 giugno, alle 20,15, in castello Oldofredi, a una conversazione su «Nuclei storici e cascine». La data non è stata scelta a caso, visto che il Pgt è alla stretta decisiva. «La normativa non è incisiva - dice Mauro Salvadori, uno degli estensori del Piano di coordinamento territoriale adottato a suo tempo dalla Provincia -. A monte di qualsiasi scelta sulle destinazioni d'uso, va compiuta un'analisi delle vocazioni e quindi delle sostenibilità del territorio. Vanno individuate, quelle che non puoi permetterti di perdere perchè, con esse, perdi i caratteri identificativi dei luoghi in cui vivi».

Il Piano di coordinamento provinciale, rimanda per la normativa paesistica su scala locale ai singoli piani comunali. «E' dei giorni scorsi- rincara la dose Enrico Pernigotto - una nota inviata ai Comuni dalla Sovrintendenza. In riferimento alla stesura della Valutazione ambientale strategica, uno dei documenti che concorrono a formare il Pgt viene suggerita la seguente indicazione di metodo: la tutela storica e ambientale deve prevalere sulla pianificazione urbanistica».
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venerdì 6 giugno 2008

Dobbiamo farci inghiottire dal paesaggio

Stralcio di un articolo del Corriere della Sera del 28 maggio 2008-05-28. La sfida di Marco Casamonti con la cantina Antinori e un progetto per Lampedusa. «Dobbiamo farci inghiottire dal paesaggio. Così torneremo a costruire con armonia».



Prima di tutto c'è il rispetto della «preesistenza ambientale», espressione tecnicamente assai dotta per definire un'architettura in armonia con il paesaggio, soprattutto con quello italiano, «un patrimonio unico, di fatto il nostro vero petrolio, la nostra più grande ricchezza». [...]

Per Marco Casamonti (1965), fondatore con Giovanni Polazzi e Laura Andreini dello Studio Archea di Firenze (nonché direttore della rivista Area), il presente «ecosostenibile » è però, in particolare, quello della cantina da lui progettata per gli Antinori nel Chianti, 52mila metri quadrati realizzati appunto secondo una logica sfacciatamente ecosostenibile. E non certo perché il committente sia un filantropo, ma piuttosto perché «ha capito, sicuramente più di quelli che vogliono solo capannoni informi e bruttissimi, che investire in architetture armoniose può essere davvero redditizio». Anche se non immediatamente.

Non a caso, dunque, Casamonti [...] è tra i protagonisti di quel «Festarch» di Cagliari, che vede tra i temi più scottanti anche la «preesistenza ambientale». «Per buona parte del dopoguerra — dice — abbiamo costruito in modo irrazionale, consumando il territorio come se fosse un bene riproducibile, come se fossimo capaci di ricrearlo a nostro piacimento».

Non è così, è chiaro: «Ma ce ne siamo resi conto soltanto quando abbiamo cercato di riconvertire tutti gli spazi industriali dismessi in "realtà abitative" o in spazi nuovamente vivibili ». Solo di fronte a questa sorta di rottamazione di aree come l'Innocenti di Lambrate «abbiamo capito quali e quante occasioni avessimo sprecato in precedenza». Così ha finalmente preso corpo la consapevolezza della necessità di uno sviluppo ambientale «responsabile » e «responsabilizzato».

Anche se spesso si tratta di progetti molto più costosi, «per i quali è necessario superare l'ottica ottusa del semplice profitto per giungere a quel profitto, enorme in Italia, che ci può arrivare dal recupero e dal rispetto non invasivo del paesaggio ». Così è nata la Cantina Antinori: «Un luogo importante, ma invisibile; un punto privilegiato per vedere la campagna senza essere visti; qualcosa che facesse incontrare contemporaneità e tradizione, lasciando intatta la bellezza della collina sulla quale sorge; una cantina che fosse un edificio importante, ma non monumentale e che si nascondesse nel paesaggio». [...]

Le parole d'ordine? Ancora una volta «rispetto» e «ambiente». L'obbiettivo: «capire finalmente il ruolo chiave che anche un semplice porto turistico può avere nel sistema paesaggistico ». Di fatto, «realizzare nuove architetture in perfetto equilibrio tra terra e mare». Più ecosostenibile di così!

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giovedì 5 giugno 2008

Via libera alle case solo se certificate

Articolo del Giornale di Brescia dell'1 giugno 2008. In attesa di definire il Piano di governo del territorio, il Comune sceglie la linea dura: via libera alle nuove case solo se certificate. Sulzano, si costruisce con «Casaclima». Il sindaco Giuseppe Ribola: «Bisogna investire nel risparmio energetico».



Gli unici edifici ammessi in costruzione, secondo le nuove regole dettate nel Pgt, saranno «Casaclima» di tipo A. Una scelta radicale per il Comune sebino che, già dallo scorso anno, ha vincolato l’edificabilità sul proprio territorio secondo le norme di «Casaclima», una casa progettata per ottenere un significativo risparmio energetico. «Abbiamo avallato la sensibilità dell’ufficio tecnico, rappresentato dall’architetto Francesa Martinoli, che ha frequentato un corso a Bolzano sulle ’’Casaclima’’ e si è fatta portavoce per promuovere ed organizzare incontri oltre a creare una cultura nuova tra i tecnici del settore» spiega il sindaco di Sulzano Giuseppe Ribola.

Oggi, mentre il Comune sta definendo il Pgt, le scelte principali sono già state fatte: «Le aree edificabili sul nostro territorio sono già state individuate nel numero di quattro ma non ancora approvate dalla Provincia - continua il responsabile dell’ufficio tecnico Martinoli -: due di queste sono ’’ambiti di trasformazione per pubblica utilità’’, cioè aree verdi di completamento di proprietà comunale; una terza è in località Predabbio ed un’altra un lotto singolo (anche se per le ultime due si pone il dubbio dell’approvazione provinciale, ndr).

Per queste aree si chiede un ulteriore sforzo al privato in modo tale da avere un ’’edificio passivo’’, ovvero un immobile che, grazie ad un particolare involucro, ha un fabbisogno per il riscaldamento inferiore a 3 metricubi di gas metano al metroquadrato all’anno; in un appartamento di cento metri quadri, per esempio, si spendono 100 euro all’anno con una temperatura interna di 20 gradi». Nelle due aree di pubblica utilità inserite nel Pgt un’ulteriore novità sarà la mancanza di rete gas: per riscaldare l’acqua il calore verrà integrato dai pannelli solari mentre la cucina sarà completamente elettrica, «perché il metano diventerà una risorsa troppo preziosa» afferma convinta la Martinoli.

Sulzano inoltre si doterà, a breve, di uno sportello «Casaclima», il primo in tutta la Regione (uno simile è aperto ad Arzignano in provincia di Vicenza). Sarà lo stesso Comune, dove verrà consegnata la pratica secondo le disposizioni tecnico-organizzative, ad inoltrare la pratica direttamente a Bolzano; dopo trenta giorni arriverà il parere con la nomina del collaudatore. «Il privato, a Sulzano, è già partito dando fiducia alla ’’Casaclima’’, nelle aree definite dall’ex Prg è ora obbligatorio edificare Casaclima di tipo B (quando l’indice termico è inferiore ai 50kwh/mq l’anno) - afferma il sindaco -: ora tocca al pubblico dimostrare di credere nel risparmio energetico. Partiranno a breve due o tre iniziative pubbliche di ’’Casaclima’’ con interventi sul Palazzo Comunale, sulle scuole elementari e sul palazzo ex sede dell’Asl». Grazie a queste scelte Sulzano è diventato un esempio per i Comuni vicini, quelli più sensibili al tema del risparmio energetico.
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venerdì 30 maggio 2008

I problemi di una crescita troppo rapida (e sconsiderata?)

Lettera al Direttore del Giornale di Brescia pubblicata il 25 maggio 2008.


Il 6 maggio è comparso sul Giornale di Brescia un articolo/intervi sta, nelle pagine dedicate al SebinoFranciacorta, all’assessore all’Urbanistica di Rodengo Saiano. In quest’articolo sono state tirate in causa le minoranze consiliari senza far cenno al loro pensiero e al loro agire. Con questa lettera vorremmo spiegare ai lettori quali sono le nostre preoccupazioni e intenzioni.

Negli ultimi 25 anni il paese è cresciuto molto, al punto d’essere il terzo Comune bresciano in termini di incremento della popolazione (cfr Giornale di Brescia del 15/01/08). Questa gestione, che doveva garantire benessere e qualità della vita, s’è trasformata in una eredità triste e piena di problemi e incognite. Disgrazia fermati lì, direbbero in molti, se non fosse che l’attuale gestione urbanocentrica del Comune minaccia ormai troppo il futuro del paese.

Tornando al citato articolo, vengono innanzitutto fatte imprecisioni ed omissioni: perché non si cita anche l’urbanizzazione già approvata e perfezionata a sud della Coop che occuperà altri 140.000 mq di territorio? Perché non si fa cenno a questi altri 450/500 appartamenti da aggiungere agli 800 del citato articolo? Perché non si dice che gli abitanti saranno a breve oltre i 12mila e non 10mila? Perché non si dice che questa crescita renderà necessario un ulteriore adeguamento delle infrastrutture comunali (scuole, strade, ecc.), per le quali il Comune sta già oggi ricorrendo a tardivi ampliamenti?

E ancora: perché non si dice che entro il 13 giugno i cittadini dovrebbero presentare i loro consigli e le loro provocazioni in relazione al nuovo Piano regolatore (oggi Pgt) e che di questo si sarebbe dovuto discutere in assemblee pubbliche, mentre in paese sono comparsi solamente dei manifesti scritti in politichese, incomprensibili, che comunicano la data di scadenza per le osservazioni? Queste sono alcune delle preoccupazioni che spesso esponiamo in Consiglio comunale anche se rimangono sempre inascoltate...

Vorremmo però fare una precisazione perché potrebbe nascere in tanti concittadini un dubbio: perché noi che siamo, come dice spesso il nostro presidente Silvio Berlusconi, «il partito del fare e del crescere» lottiamo contro queste iniziative che fanno invece crescere il paese, l’economia, la ricchezza, ecc.? Innanzitutto perché amiamo il nostro territorio, perché sappiamo che è un bene limitato e siamo contrari alla politica del costruire così velocemente, solo per soddisfare gli appetiti delle società immobiliari, mentre avremmo preferito una crescita graduale, coordinata con la dimensione delle infrastrutture (l’arrivo di tante nuove famiglie giovani fa riempire subito l’asilo, dopo qualche anno riempie le elementari, mentre l’asilo gradatamente si svuota e gli ampliamenti realizzati per soddisfare i picchi di utilizzo restano inutilizzati, rimangono monumenti...).

Noi non siamo il partito dei No, non siamo né LegaAmbiente, né la Sinistra Arcobaleno, avremmo semplicemente preferito una gestione della crescita coordinata ai servizi offerti dal comune per evitare, ad esempio, che i genitori del paese di oggi dovessero fare collette, vendita di fiori e torte, per comprare qualche gioco decente per i bimbi da collocare nei parchetti comunali o negli oratori. Avremmo preferito garantire a tutti i bambini delle elementari la mensa scolastica anziché dover stilare, come avviene in questi giorni, odiose graduatorie al fine di escludere, dal prossimo anno, alcuni bambini dal servizio e complicare la vita alle loro famiglie. Avremmo preferito, insomma, rispondere ad una domanda spontanea di crescita delle abitazioni e non provocata e malamente sollecitata (già si contano in paese i cartelli vendesi o affittasi "scoloriti" per i lunghi tempi di utilizzo).
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giovedì 29 maggio 2008

Le 2 parole d'ordine: razionalizzare e organizzare

Articolo di Massimiliano Magli pubblicato su BresciaOggi del 9 maggio 2008.


Castrezzato: approvato un consuntivo da record, con un avanzo di quasi 3 milioni di euro, senza ridurre i servizi. Il Comune è virtuoso? Risparmia sul personale.

Una lezione di bilancio per tutti i Comuni, alle prese con i «paletti» della Finanziaria e del Patto di stabilità. A fare scuola è il Comune di Castrezzato, che ha approvato un bilancio consuntivo da record. Il motivo non è nell'avanzo di bilancio, che ammonta a 2,95 milioni di euro, ma nella natura consolidata del trend. «Contrariamente alla generalizzazione che indica un avanzo tanto importante come un’ occasione perduta per il Comune in fatto di investimenti - sottoline il sindaco Pierluigi Treccani - nel nostro caso l’ avanzo è stato raggiunto dopo aver garantito e potenziato i servizi nonché le opere a disposizione».

Il risultato è stato infatti ottenuto a dispetto di investimenti importanti, come quelli per la nuova scuola materna e la sistemazione degli altri plessi dell'istituto comprensivo, per quasi cinque milioni di euro. Inoltre è stato assunto in pianta stabile un nuovo assistente sociale. Invece sono state significativamente ridotte le spese per il personale, che sono passate dai 604 mila euro del 2003 ai 482 mila del 2007. «Razionalizzare e rendere efficiente il personale - spiega il sindaco - ecco spiegato come ridurre le spese. Nessun licenziamento: abbiamo semplicemente evitato di riassumere personale dopo il pensionamento di due dipendenti, rivedendo però l'assetto organizzativo del Comune, con criteri di efficienza e funzionalità». Oltre a responsabilizzare il personale, anche con l'assegnazione di incentivi finalizzati, l'intervento ha riorganizzato gli uffici, spostando molte pratiche su internet.

E l'avanzo di amministrazione non è una novità: «Una buona Amministrazione - dice Treccani - deve pensare anche agli anni futuri, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno un'altra maggioranza. E' per il bene della comunità». E in effetti l'avanzo di 1,9 milioni di euro trovato nel 2004 è andato crescendo, toccando 3,7 milioni di euro nel 2004 per poi assestarsi a 1,9 milioni di euro e crescere a 2,65 milioni di euro nel 2006 e a 2,95 nel 2007.

Un altro parametro importante per valutare il valore di un bilancio in avanzo non può che essere la pressione fiscale. Invece a Castrezzato la pressione tributaria è passata dai 286 euro del 2003 ai 196 del 2007. E infine la spesa per investimenti è andata crescendo dal milione di euro del 2003 a 1,2 milioni dello scorso anno.

«La finanza creativa del nuovo ministro per l’Economia Giulio Tremonti - conclude il sindaco Treccani - è una presa in giro, perchè significa togliere da una parte e mettere nell'altra, un po' come nascondere sotto il tappeto. Invece una gestione seria deve passare da scelte talvolta difficili ma calcolate per il bene della comunità. Auspico che lo stesso sia fatto dalle future Amministrazioni, senza calcoli opportunistici a breve termine».
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mercoledì 28 maggio 2008

Federalismo a singhiozzo

Articolo del Corriere della Sera del 18 maggio 2008.




Nella cittadina americana in cui vivo, nello stato del Massachusetts, il sindaco ha deciso di costruire una nuova scuola. Sostituirebbe un edificio del 1970, che funziona ma comincia a mostrare i suoi anni. Costo stimato del progetto, circa 200 milioni di dollari (130 milioni di euro). Poiché negli Usa le scuole sono interamente finanziate dalle città — non solo gli edifici, anche gli stipendi degli insegnanti — per far fronte a questa spesa il sindaco ha deciso di aumentare per qualche anno l'Ici. (Oggi l'aliquota è l'1%, non del valore catastale, come in Italia, ma del valore di mercato della casa, aggiornato ogni anno tenendo conto dei prezzi di abitazioni simili vendute nel corso dell'anno).

I cittadini (circa 80.000 famiglie) si sono ribellati e hanno chiesto un referendum. Il 20 maggio voteranno su tre proposte: (1) accettare la decisione del sindaco, (2) cancellare il progetto della nuova scuola e non aumentare l'Ici, (3) accettare l'aumento dell'Ici, ma destinare il maggior gettito all'assunzione di nuovi professori per migliorare la qualità delle loro scuole. Sul sito internet del Massachusetts, www.mass.edu/mcas, si può consultare una classifica delle scuole dello Stato, compilata sulla base di un test che viene svolto ogni anno dagli allievi di ciascuna scuola. Si è osservato che, se le scuole di una città peggiorano, il prezzo delle case scende, il gettito dell'Ici si riduce e la città declina.

Questo è federalismo! «Crescere vuol dire incentivare forme di autogoverno federalista», ha detto Silvio Berlusconi la scorsa settimana presentando il suo programma al Parlamento. Ma allora perché il primo atto del nuovo governo è la cancellazione del-l'Ici? Di tutte le imposte l'Ici è la più federalista, e anche la più efficiente. Il gettito non va a Roma, rimane ai Comuni. E se con quel gettito il sindaco non aggiusta le strade, i cittadini, incontrandolo in piazza, possono chiedergliene conto e avvisarlo che se continua così non verrà certo rieletto. Chi può controllare come sono utilizzate le imposte che affluiscono al governo centrale? A chi può rivolgersi il cittadino se pensa che i servizi che riceve dallo Stato centrale non valgano le tasse che paga al governo di Roma?

Ieri il sottosegretario Vegas ha detto che i Comuni verranno compensati per il gettito perduto. Doppio errore: innanzitutto perché se così fosse le tasse evidentemente non scenderebbero.
E poi perché quel sindaco che non aggiusta le strade potrebbe dire che non è colpa sua, ma del governo che gli lesina risorse. Come ha scritto l'ex-rettore dell'università di Padova, Gilberto Muraro ( www.lavoce.info), «l'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Il minor gettito dei Comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma l'Ici si autocontrolla, perché il sindaco deve soppesare la popolarità resa dai maggiori servizi con l'impopolarità creata dalla più pesante imposta. Un sussidio per definizione non basta mai sul piano politico e genera una domanda unanime di incremento, alimentando tensioni tra centro e periferia».

Fanno bene Berlusconi e Tremonti a iniziare tagliando le tasse. Purché lo facciano davvero, non per finta: lo avessero fatto nel 2001, forse cinque anni dopo non avrebbero perso le elezioni. Ma qualcuno mi spiega perché di tutte le imposte vogliono cominciare proprio dall'Ici?



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martedì 27 maggio 2008

Le auto-pagelle: tutti bravi. E scattano premi ed incentivi

Stralcio di un articolo di Enrico Marro e Sergio Rizzo pubblicato sul Corriere della Sera del 21 maggio 2008.



«Anch'io disprezzo i fannulloni. Ma se c'è un fannullone è chi dirige male o non c'è proprio a dirigere». Parola di Raffaele Bonanni. Ma forse, quando ha sferrato l'attacco ai dirigenti pubblici, il segretario della Cisl non aveva ancora letto l'ultimo bollettino dell'Aran, l'agenzia governativa per i contratti del pubblico impiego. Perché se l'avesse fatto avrebbe scoperto che l'84% dei dirigenti dell'Agenzia delle entrate valuta se stesso «più che adeguato» all'impresa, se non addirittura «eccellente» in relazione al raggiungimento degli obiettivi. E quelli che restano? Quelli si considerano almeno «adeguati». Insomma, non ce n'è nemmeno uno che si reputi davvero scarso.

Ma se vi chiedessero «datti un voto», sapendo che dal giudizio che vi date potrebbe dipendere un aumento di stipendio, oppure un progresso di carriera, rispondereste qualcosa di diverso? Eppure, incurante di autorevoli studi americani che dimostrano come l'«autovalutazione» porti inevitabilmente a sopravvalutarsi, l'Agenzia delle entrate ha pensato di fondare il proprio sistema di misurazione del merito dei dirigenti proprio su questo principio.

E il responsabile dell'organizzazione, Marco Annecker, ha impiegato undici pagine fitte del bollettino Aran per spiegare perché, presentando i primi risultati del nuovo sistema introdotto nel 2006. La sua relazione comincia con la citazione della famosa frase che campeggia sul tempio di Apollo a Delfi: «Conosci te stesso ». Chiaro, no? Più oscuro, invece, è il motivo per cui il sistema di valutazione dei dirigenti sia stato battezzato con il nome di una stella, S.I.R.I.O: «Sistema Integrato di Risultati, Indicatori e Obiettivi». Anche perché Sirio è la stella «del cane».

Ma non è la prima volta che i creativi delle Entrate si applicano nella ricerca di improbabili acronimi. Sapete come si chiama la banca dati dell'Anagrafe tributaria? Serpico, proprio come il famoso detective anticorruzione americano. Dove però «Ser.P.I.Co» sta per «Servizio Per le Informazioni sui contribuenti ». Complimenti. Ma c'è anche il R.A.D.A.R.: Ricerche e Analisi Decisionale per l'Accertamento del Reddito.

Inseguendo Sirio, i 1.352 dirigenti scoprono da sé quanto sono bravi attraverso un complicato percorso di «autovalutazione strutturata» costruito con un software raffinato. Che dovrebbe mettere al riparo anche da eccessi di autostima. Già, ma come? Dice la relazione: «Quanto alla possibile obiezione che i racconti degli interessati potrebbero non rispondere a verità... più che mai può qui valere il detto secondo il quale "le bugie hanno le gambe corte"». Del resto, «se è giusto che il valutato pretenda oggettività dai valutatori, anch'egli deve per primo seriamente impegnarsi in un'analisi obiettiva».

Insomma, fanno a fidarsi. Ma fino a un certo punto. Perché il dirigente superiore, che evidentemente non ha l'anello al naso, provvede a ridimensionare i giudizi palesemente esagerati, senza sorpresa e senza danno per l'interessato. Il quale, male che vada, si vede «retrocesso» da «eccellente » al grado di «più che adeguato». Correzione che fa scendere il numero delle presunte eccellenze dal 40% a meno del 10%. Circostanza della quale l'Agenzia delle entrate sembra addirittura rammaricarsi, dato che l'obiettivo di S.I.R.I.O. è «la condivisione dei giudizi... vale a dire la sintonia fra come io valuto me stesso e come l'altro valuta me».Ma anche le amministrazioni che non si sono imbarcate in progetti altrettanto «stellari» (e probabilmente costosi) di valutazione, non rinunciano al giudizio fai da te.

Al ministero dell'Economia, per esempio, i dirigenti di seconda fascia compilano ogni anno un questionario sui «comportamenti organizzativi» con relativo «punteggio conseguito». Punteggio, per inciso, che si danno da soli. A fianco della loro autovalutazione c'è una colonna riservata al dirigente generale che può confermare o meno i voti che i loro sottoposti si sono attribuiti. Quanti pensate che siano i bocciati? Nessuno. Anche perché salterebbero i premi collegati. D'altra parte, se su 3.769 alti dirigenti dello Stato, non ce n'è uno che abbia avuto un giudizio mediocre, una ragione ci deve pure essere.

L'economista Nicola Rossi ha raccontato domenica sul Corriere che al ministero dello Sviluppo, se ogni funzionario può essere valutato da un minimo di 3 a un massimo di 9, c'è un accordo sindacale che prevede che la media dei voti non possa essere inferiore al 6. Per non parlare della Regione Siciliana dove, secondo la Corte dei Conti, dal 2001 al 2006 tutti i 2.196 dirigenti hanno avuto in busta paga trattamenti economici di posizione pari al massimo.

Possibile? Possibile. Perché in Sicilia l'«autovalutazione» è in vigore da sette anni. Anzi, sono stati loro i precursori di quello che hanno chiamato più pietosamente «autoreferto». Tecnicamente, la diagnosi della malattia effettuata dallo stesso malato. Ma il merito? Quello resta in subordine. [...]




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lunedì 26 maggio 2008

Il sottopassaggio dell'autostrada

Lettera al Direttore pubblicata sul Giornale di Brescia.



Chiedo spazio per trattare un problema che ormai persiste da anni e che ultimamente si è aggravato. Il problema in questione è il sottopassaggio dell’autostrada A4 che collega l’abitato di Ospitaletto (via Montegrappa) alla zona industriale di Passirano (via generale Reverberi) nei pressi della ex discarica Bosco Sella. Questo sottopassaggio dovrebbe essere in territorio di Passirano, almeno stando al cartello segnaletico posto all’ingresso del sottopassaggio stesso provenendo da Ospitaletto.

Questo sottopassaggio diventa impraticabile a seguito di un acquazzone o dopo uno o più giorni di pioggia, perché l’acqua piovana, nonostante la presenza di griglie, non defluisce e resta all’interno del sottopassaggio anche alcuni giorni dopo che ha cessato di piovere. Questo crea anche delle grosse buche nell’asfalto oltre che appunto l’impossibilità di transitarci. In passato questo sottopassaggio è stato anche teatro di cadute da parte di ciclisti per i problemi sopra descritti.

Volevo sottolineare che nei giorni di non transitabilità si creano problemi a tutti coloro, e non sono pochi, che giornalmente di questo sottopassaggio usufruiscono (seppur stretto è in alcuni casi molto comodo, agli ospitalettesi che lavorano nella zona industriale di Passirano, e come collegamento da Ospitaletto a Paderno, a Castegnato e viceversa). Diverso tempo fa, tra l’altro, agli ingressi del sottopassaggio sono stati affissi dei cartelli segnaletici che indicano il livello dell’acqua sotto il ponte, anziché porvi rimedio.

L’auspicio (sperando che non resti tale) è che i due comuni interessati(?), Ospitaletto e Passirano, (il sottopassaggio è sì in territorio di Passirano ma una strada d’accesso appartiene a Ospitaletto e non è indenne dai danni provocati dalla pioggia) collaborino e intervengano a risolvere il problema, agevolando i cittadini: una soluzione adeguata non dovrebbe richiedere l’esborso di cifre esorbitanti.

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giovedì 22 maggio 2008

Consumo del territorio, progetti a confronto

Articolo di BresciaOggi del 9 maggio 2008.




Si è aperto ieri al centro Paolo VI in via Gezio Calini il convegno «Il contenimento urbano. L’approccio italiano», che affronta uno dei problemi più rilevanti degli ultimi anni: Prg, varianti ed escavazioni, trasformando l’ambiente, hanno consumato il territorio, riducendo sensibilmente la risorsa principale di turismo e agricoltura.

Organizzato dalla Fondazione Cogeme Onlus con l’Università di Brescia, è il secondo appuntamento dedicato dal Cost (European Co-operation in the field of Scientific and Technical Research) alla gestione urbanistica delle dinamiche urbane.Il convegno è l’occasione per la Fondazione di presentare e analizzare «Franciacorta sostenibile» e «Pianura sostenibile», due progetti modello - sostenuti da Provincia e Regione in vista dei Pgt - messi a punto con 20 Comuni della Franciacorta.

I due progetti durante i lavori saranno messi a confronto con le esperienze e le ricerche dell’Università di Brescia e di Cost (network europeo, con oltre 200 reti scientifiche di ricercatori) che finanzia la messa in rete di attività svolte grazie a fondi nazionali e dando vita a riunioni, conferenze, scambi scientifici. La giornata di oggi, si chiuderà con una tavola rotonda alle 16,30, coordinata da Tom Muir, della Birmingham School of Architecture, a cui parteciperanno l’urbanista belga Federica Pronello, responsabile Cost di trasporti e sviluppo urbano, l’architetto Paolo Ventura, professore straordinario in Tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università di Parma, Federico Oliva presidente dell’Inu (Istituto nazionale di urbanistica), esponenti delle professioni e dell’Anci.

Il confronto tra le esperienze nella gestione del suolo tema dell’Azione COST su Gestione urbanistica delle dinamiche urbane, è fondamentale per il progetto di ricerca europeo in cui, nominati dal governo, sono impegnati Maurizio Tira dell’Università di Brescia e Bruno Zanon dell’Universtità di Trento. Ad introdurre i lavori del convegno oggi è stato il presidente del Dicata (dipartimento di configurazione ed attuazione dell’architettura). Esperti italiani, dell’Ue e dell’Est europeo, docenti universitari e amministratori locali confrontano situazioni italiana ed europea individuando problemi e buone pratiche come i progetti di politiche coordinate e mirate sulla sostenibilità dello sviluppo urbanistico.

Il progetto di ricerca europeo rappresenta un modello per affrontare il fenomeno di un’urbanizzazione la cui forte accelerazione risponde a logiche di mercato che spesso sono svincolate e superano la dinamica demografica.

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Siamo a difesa dei cittadini, non dei costruttori

Articolo del Giornale di Brescia del 21 maggio 2008. Il presidente dell’Acb, Carlo Panzera: «Siamo a difesa dei cittadini e non dei costruttori»


Per i Comuni bresciani comincia un periodo buio. Se il taglio dell’Ici sulla prima casa, preventivato dal neo ministro all’Economia, ha suscitato delle perplessità tra i sindaci di tutta la provincia, la sentenza del Tar va ad ostacolare, e non di poco, il percorso che doveva portare alla piena autonomia finanziaria degli enti locali.

Dopo tutti i buoni intenti espressi dalle Amministrazioni comunali bresciane intenzionate a gestire in maniera autonoma (e decentrata) le attività catastali, lo stop imposto dal Tribunale amministrativo del Lazio, giunge negli uffici dell’Associazione dei comuni bresciani come un fulmine a ciel sereno. «Non siamo più degli sbarbatelli e sappiamo come gira il mondo - ribatte un pò stizzito il presidente dell’Acb, Carlo Panzera -: questo verdetto è una cosa demenziale».L’Anci, insieme a 2.500 Comuni italiani, presenterà ricorso al Consiglio di Stato, in quanto ritiene che le motivazioni espresse dal Tar sono fondate su un’erronea interpretazione della volontà del Legislatore.

«Nel frattempo - continua Panzera - continueremo a difendere i cittadini e non i costruttori edili attendendo che la Giustizia faccia il suo corso e che il Governo assumi una posizione di merito. Dopotutto, basti pensare al resto d’Europa dove i Comuni si finanziano attraverso un’autonomia impositiva e poi la gestione decentrata dell’anagrafe immobiliare è una condizione necessaria per arrivare al così tanto acclamato federalismo fiscale».


Detto questo, il pensiero va a quei poli catastali già costituiti e che d’ora in avanti saranno impossibilitati a prendere decisioni o stilare programmi operativi, in quanto si troveranno a digiuno di risorse e orfani di un vero appoggio istituzionale. Resta poi un’ultima segnalazione da fare e riguarda un Decreto legislativo del 1998 (quindi antecedente al Dpcm del 2007 contestato da Confedilizia) dove è espressamente indicato che «sono attribuite agli Enti locali le funzioni relative alla conservazione, all’utilizzazione ed all’aggiornamento degli atti catastali, partecipando al processo di determinazione degli estimi catastali fermo restando quanto previsto per le funzioni mantenute dallo Stato in tale ambito». Un punto, questo, che negli uffici dell’Acb non sarà di certo passato inosservato.
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mercoledì 21 maggio 2008

La democrazia e il regime virtuoso degli incompetenti

Articolo del Corriere della Sera dell'8 maggio 2008.



Inizialmente, nell'antica Grecia, la parola democrazia era usata in senso dispregiativo dai sostenitori delle forze oligarchiche, che vedevano il potere del popolo come un regime violento. Fra i tanti riferimenti storici emersi nel dibattito organizzato ieri a Milano dalla «Fondazione Corriere della Sera», questa osservazione di Luciano Canfora può apparire particolarmente curiosa, visto che nel mondo di oggi tutti, persino alcuni despoti, ci tengono a definirsi democratici. Tuttavia gli omaggi formali non vanno confusi con la situazione reale.

Chiamati a confrontarsi sul concetto di «Democrazia» nell'ambito di un ciclo dedicato alle «Alte Parole», i vocaboli più nobili in uso nel lessico contemporaneo, lo stesso Canfora, Angelo Panebianco e Giovanni Sartori hanno mostrato varie perplessità sullo stato di salute attuale dei sistemi politici rappresentativi. Non a caso — come ha osservato, nelle vesti di coordinatore, il vicedirettore del Corriere Pierluigi Battista — quando si usa il termine democrazia lo si associa sempre più spesso alla parola crisi.

Il problema è capire se le difficoltà siano fisiologiche, oppure segnalino processi degenerativi allarmanti. Panebianco sembra propendere per la prima tesi: a suo avviso «la democrazia vive d'insoddisfazione», perché i suoi vantaggi si danno per scontati, mentre l'attenzione si concentra sui difetti. Dipende insomma da che cosa si chiede al sistema rappresentativo. Se si aspira a un effettivo autogoverno popolare o a una perfetta trasparenza del potere, è logico concludere che molte promesse non sono state mantenute, come sottolineava Norberto Bobbio. Se invece si ha della democrazia una visione strumentale, se la si concepisce come un mezzo per tutelare alcune libertà fondamentali, allora i suoi difetti diventano più tollerabili, visto che ha la grande virtù di rendere pacifica la competizione per il potere.

Più pessimistica l'analisi di Sartori, secondo il quale una democrazia può consolidarsi e prosperare se i cittadini ne comprendono i meccanismi, mentre il dilagare dell'ignoranza e dell'immaturità favorisce l'ascesa al potere di personaggi incompetenti. Il ruolo dell'informazione sarebbe appunto quello di mettere gli elettori in grado di scegliere a ragion veduta, ha proseguito Sartori, ma il trionfo della televisione — «altamente diseducativa », poiché esclude tutto ciò che non è rappresentabile tramite immagini — non lascia ben sperare per il futuro.

D'altronde, ha notato Canfora, la complessità dei problemi attuali rende assai difficile al singolo acquisire le conoscenze necessarie per pronunciarsi con la dovuta consapevolezza, tanto più che i sistemi educativi non vivono certo un momento felice. Ma in fondo, ha aggiunto Panebianco, spesso anche le minoranze illuminate dei sapienti commettono gravi errori. E almeno la democrazia ha il pregio di fondarsi sull'idea che nessun governante è infallibile.

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martedì 20 maggio 2008

Osservatorio comunale per il Territorio

Di seguito riportiamo uno stralcio della delibera di Giunta 61 del 30.4.2008 relativa alla nomina dei componenti dell’Osservatorio Comunale per l’Ambiente e il Territorio.



La Giunta Comunale, premesso che l’Amministrazione Comunale, con deliberazione consiliare n. 44 del 29.11.2007, ha inteso costituire una commissione che svolga attività di collaborazione consultiva, di ausilio all’indirizzo e alla fase gestionale dei settori Ambiente e Urbanistica, con compiti specifici di:

- rappresentare un luogo di confronto e collaborazione tra Comune, Associazioni, Enti, gruppi e cittadini per sviluppare riflessioni sul corretto utilizzo del territorio e la promozione dei valori dell’ambiente come bene comune, anche mediante la discussione di specifici e rilevanti interventi sul territorio e sul patrimonio ambientale comunale;

- collaborare con l’Assessorato Comunale all’Ambiente e all’Urbanistica, in qualità di organo con funzioni consultive, propositive, di studio ed osservazione;

- formulare altresì, anche di sua autonoma iniziativa, proposte operative intese a sollecitare il Comune ad attivare iniziative o interventi su problemi ambientali, ovvero ad invitare il Comune a stanziare appositi fondi nel bilancio preventivo annuale o nel piano pluriennale degli investimenti;

- promuovere la reale partecipazione della cittadinanza al governo dell’ambiente, organizzando incontri, dibattiti, convegni;

- segnalare problematiche ed emergenze ambientali;

- istituire gruppi di lavoro (tavoli tematici) su questioni di particolare rilevanza ambientale; [...]

si è proceduto alla nomina presso l’Osservatorio Ambiente e Territorio dei seguenti rappresentanti delle forze politiche, delle associazioni ecologiste/ambientaliste, nonché delle realtà economiche produttive e professionali, operanti sul territorio [...]

- Edoardo Bariselli, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0001956 del 13.02.2008;
- Ernestina Martinelli, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002161 del 19.02.2008;
- Caterina Brescianini, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002194 del 20.02.2008;
- Giorgio Bettoni, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002195 del 20.02.2008;
- Luciano Bergoli, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002206 del 20.02.2008;
- Alberto Callerio, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002209 del 20.02.2008;
- Francesca Vezzoli, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002211 del 20.02.2008;
- Giuseppe Moneda, come identificato nella designazione pervenuta con nota prot. 0002222 del 20.02.2008.


Il Gruppo Consiliare Lega Nord Padania di Passirano, con nota depositata in data 03.03.2008 prot. 0002740, a firma del Capogruppo Mingardi Daniele, ha rinunciato espressamente a partecipare all’Osservatorio Comunale per l’ambiente e il territorio. [...]

Ai sensi dell’art. 2 del Regolamento approvato con la citata deliberazione consiliare n. 44/2007, l’Osservatorio è così costituito:
a) da otto componenti nominati dalla Giunta Comunale in rappresentanza:
- delle forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, garantendo adeguata rappresentanza a tutti i gruppi consiliari e almeno un componente per ciascun gruppo;
- delle associazioni ecologiste/ambientaliste, operanti sul territorio;
- delle realtà economiche produttive e professionali, operanti sul territorio;
b) dal Sindaco (o suo delegato), dall’Assessore all’Ambiente (o suo delegato), dall’Assessore all’Urbanistica (o suo delegato);
c) da un rappresentante dell’Ufficio Tecnico (senza diritto di voto e con funzioni di segretario verbalizzante) [...]

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lunedì 19 maggio 2008

Paderno sperimenta la raccolta differenziata

Articolo del Giornale di Brescia del 16 maggio 2008. In collaborazione con Cogeme, avviata la campagna d’informazione per il nuovo sistema che entrerà in vigore il 3 giugno.




Paderno punta alla raccolta differenziata globale, e in queste settimane si sta facendo informazione tra la gente. Il sindaco di Paderno, Antonio Vivenzi, con una lettera inviata a tutti i cittadini informa della campagna di comunicazione a sostegno della raccolta differenziata spinta. La lettera tocca gli aspetti fondamentali di questa iniziativa, che entro l’anno si estenderà anche ad altri comuni franciacortini. «La direzione che vogliamo prendere è chiara - commenta Vivenzi -: ci muoviamo verso un’attenzione particolare alla salvaguardia dell’ambiente e alla qualità della vita. La nuova sfida che oggi lanciamo è la raccolta differenziata "porta a porta globale".

Il progetto prevede l’attuazione di un sistema integrato della gestione dei rifiuti e l’ottimizzazione delle operazioni di recupero, ma soprattutto prevede il riciclaggio delle materie e delle singole frazioni dei rifiuti urbani». In aggiunta all’attuale separazione di carta, vetro, plastica, lattine, è richiesta la separazione della frazione organica umida. Per agevolare questo passaggio è stata preparata da Cogeme una guida per il cittadino, in cui sono spiegati i concetti e le regole fondamentali della campagna.

Il presidente di Cogeme Gestioni, Gianluca Delbarba, è consapevole della sfida organizzativa richiesta, ma allo stesso tempo crede nel successo della raccolta differenziata spinta, come nuovo modello di sistema. «Il nuovo sistema, che entrerà in vigore a Paderno dal 3 giugno, prende spunto dai migliori casi italiani ed è stato adattato alle esigenze del nostro territorio. Da qui verrà esteso a tutta l’area della Franciacorta, perché per Cogeme la gestione e il recupero dei rifiuti rappresenta non una sfida di business, ma una vera azione di responsabilità sociale d’impresa. La raccolta differenziata “spinta” parte da Paderno e si estenderà nel tempo in molti altri Comuni».
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venerdì 16 maggio 2008

La Solidarietà corre a Monterotondo

Articolo del Giornale di Brescia di venerdì 16 maggio 2008.



È ormai giunta alla sua quarta edizione la manifestazione podistica «La solidarietà corre a Monterotondo». Organizzata dal gruppo Aido di Passirano con la collaborazione del Comune, è una corsa non competitiva aperta a tutti, grandi e piccoli. Prevede infatti due percorsi, uno più breve di 5 chilometri ed uno poco più impegnativo di 10, che si snodano tra le colline e i boschi di Monterotondo e Fantecolo.

La manifestazione, che lo scorso anno ha visto la partecipazione di circa cinquecento tra podisti, amatori e più «rilassati» gruppi di amici e famiglie, è fissata per oggi. La partenza è prevista alle 20 dall’oratorio della frazione; le iscrizioni si raccolgono in loco e a tutti i partecipanti verrà regalata la maglietta ufficiale della corsa Aido. Non solo: all’arrivo in oratorio, dopo il meritato ristoro, verranno consegnati i premi. Coppe e cesti di vario genere andranno non solamente ai primi a tagliare il traguardo, ma anche ai gruppi più numerosi.


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La riforma della Pubblica Amministrazione

Lettera di Franco Bassanini pubblicata sul Corriere della Sera del 15 maggio 2008.


Sfida per Brunetta: premi legati ai risultati.
Caro Direttore, quasi fermo da alcuni anni, il processo di ammodernamento delle nostre amministrazioni pubbliche sta, forse, per ripartire. Se alle parole seguiranno i fatti, sarà una buona notizia per il Paese. Al netto di alcune esuberanze verbali, che sono nel carattere dell'uomo, il nuovo ministro per la Funzione pubblica, Brunetta, sembra infatti avere le idee chiare: occorre por mano a due rivoluzioni, enunciate nelle leggi, mai attuate in concreto (salvo rare best practices).
La rivoluzione meritocratica: migliorare la produttività, premiando i capaci e i meritevoli, sanzionando e anche licenziando i fannulloni e gli incapaci. La rivoluzione digitale: utilizzare le Ict non solo per mettere online informazioni, moduli e certificati (già avviene), ma per erogare servizi e prestazioni, e perciò per riorganizzare (reingegnerizzare) e semplificare radicalmente la macchina amministrativa.


Per far ciò, non occorrono nuove leggi: basta attuare la riforma degli anni Novanta. Comincio dal fondo. È raro che ministri ambiziosi rinuncino a progettare nuove riforme: così, in attesa di nuove leggi, passano anni prima che arrivi il momento dei fatti (le leggi, da sole, non cambiano la vita dei cittadini, delle imprese, delle stesse Pubbliche Amministrazioni!). Brunetta parte col piede giusto: le norme ci sono, la riforma degli anni Novanta è largamente apprezzata (all'estero). Al più, abbisogna di qualche ritocco.


Avendone avuto una qualche responsabilità (insieme col povero Massimo D'Antona), aggiungo che fu una riforma bipartisan, sostanzialmente condivisa, costruita con l'apporto dell'allora opposizione di centrodestra e delle principali organizzazioni sindacali e imprenditoriali.In materia di Pa le buone riforme non sono né di destra né di sinistra: in Gran Bretagna la cominciò la Thatcher, la continuò Blair. Ci sono già anche le norme per licenziare fannulloni e incapaci. E per incentivare il miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni.

Dal 1998, la Pubblica Amministrazione ha nei confronti dei suoi dipendenti gli stessi poteri, obblighi e diritti del privato datore di lavoro, compreso il potere di licenziare per giusta causa. E infatti alcuni licenziamenti si fanno; ma si contano sulle dita di una mano. Perché? Perché i sindacati si oppongono? Perché i dirigenti non hanno i poteri necessari? Ma i dirigenti hanno ormai i poteri dei dirigenti privati. E Cgil, Cisl e Uil hanno risposto a Brunetta che non difenderanno i fannulloni e gli incapaci: negli ultimi contratti pubblici sono previsti la sospensione dal lavoro da 11 giorni a sei mesi per gli assenteisti e il licenziamento in tronco per gli assenteisti recidivi.


Cosa occorre allora? Occorre attivare il meccanismo virtuoso previsto dalla riforma per introdurre nel pubblico gli incentivi e le sanzioni che nel privato vengono dal giudizio del mercato. I politici (ministri, sindaci, presidenti di Regioni e province, assessori) devono tradurre i programmi in obiettivi precisi e quantificati per ciascuna amministrazione; devono istituire meccanismi imparziali e affidabili per valutare risultati e performances, e per confrontarli con le valutazioni degli utenti; e su questa base premiare gli incrementi di produttività e sanzionare l'inefficienza.

Immaginiamo che agli ospedali e ai laboratori del Servizio sanitario nazionale sia fissato l'obiettivo di ridurre del 15% all'anno le liste d'attesa, che sia affidato (mediante gara) a una grande società di revisione il compito di verificare i tempi medi di attesa in ciascuna struttura, e che a questa valutazione siano legati gli aumenti di stipendio dei dirigenti e dipendenti di ciascuna struttura. È probabile che allora il capo del personale troverà il coraggio di usare i poteri che ha per sostituire i fannulloni e gli incapaci con giovani diligenti e competenti, che il resto del personale (e i sindacati) staranno dalla sua parte, che gli utenti apprezzeranno.


Ma il ceto politico italiano è finora mancato a questo compito. Considera la definizione di obiettivi precisi e realistici (che è un lavoro, impegnativo e faticoso), uno spreco di tempo, o forse un ostacolo a un uso clientelare della Pa. E gli alti burocrati sono ben contenti di potersi così sottrarre a ogni valutazione. Si può costringerli a farlo? Penso di sì: per esempio, vietando a ministri e sindaci di sostituire i dirigenti, finché non saranno in grado di valutarli imparzialmente; e congelando una quota delle retribuzioni, che per legge deve essere collegata ai risultati, finché i risultati non saranno verificati. Nulla di impossibile né di rivoluzionario: in Australia e Canada lo fanno, e la Commissione Attali l'ha proposto per la Francia.
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